Infissi antincendio: normativa, vetri EI e sicurezza nei condomini

30 Agosto 2025 alle 12:46
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Gli infissi antincendio sono serramenti progettati e classificati per mantenere determinate prestazioni quando vengono esposti al fuoco. Possono essere utilizzati per realizzare porte, finestre, pareti vetrate e altri elementi di compartimentazione in edifici residenziali, commerciali e pubblici.

Non basta però scegliere un telaio in acciaio o un vetro particolarmente resistente: la prestazione antincendio riguarda l'intero sistema certificato, composto da telaio, vetro o pannello, guarnizioni, ferramenta, fissaggi e modalità di posa.

In questa guida vediamo cosa significano classificazioni come E, EW ed EI, come funzionano i vetri antincendio, quali norme interessano gli edifici di civile abitazione e cosa valutare in un condominio a Milano.

Nota importante: la progettazione antincendio di un edificio deve essere effettuata, quando prevista, dal professionista abilitato sulla base dell'attività, delle caratteristiche dell'immobile e della normativa applicabile. La presente guida ha finalità informative e non sostituisce il progetto antincendio.

Cosa sono gli infissi antincendio

Un serramento resistente al fuoco è progettato per limitare la propagazione dell'incendio attraverso una determinata apertura per il tempo previsto dalla sua classificazione.

La funzione può essere necessaria, ad esempio, quando una porta o una superficie vetrata fa parte della compartimentazione tra due zone dell'edificio.

Possibili applicazioni comprendono:

  • porte di comunicazione tra autorimessa e altre parti dell'edificio;
  • accessi a locali tecnici quando richiesto dal progetto antincendio;
  • chiusure di compartimentazione lungo percorsi e vani protetti;
  • pareti e porte vetrate resistenti al fuoco;
  • finestre fisse o apribili con specifica prestazione antincendio;
  • elementi vetrati inseriti in facciate e sistemi architettonici complessi.

Non significa, invece, che ogni finestra di un condominio debba essere antincendio. La necessità e la classe richiesta dipendono dalla strategia antincendio dell'edificio e dalla posizione dell'elemento.

EI, EW, E e REI: cosa significano?

Le prestazioni di resistenza al fuoco vengono espresse attraverso lettere accompagnate da un tempo, normalmente indicato in minuti.

  • R – capacità portante: riguarda la capacità di un elemento strutturale di mantenere la propria funzione portante durante l'incendio.
  • E – tenuta: indica la capacità dell'elemento di impedire il passaggio di fiamme e gas caldi sul lato non esposto.
  • I – isolamento: riguarda la capacità di limitare l'aumento di temperatura sul lato non esposto al fuoco.
  • W – irraggiamento: indica la capacità di limitare il livello di radiazione termica attraverso l'elemento.

Una classificazione EI 60, per esempio, indica che il sistema ha dimostrato in prova le prestazioni di tenuta e isolamento previste per 60 minuti nelle condizioni della classificazione.

Una vetrata EW, invece, mantiene la tenuta e limita l'irraggiamento, senza necessariamente offrire lo stesso livello di isolamento termico previsto per una soluzione EI.

Il termine REI è ancora molto diffuso nel linguaggio comune, soprattutto quando si parla di “porte REI”. Tecnicamente, però, R, E e I indicano prestazioni differenti e REI ed EI non devono essere considerati automaticamente sinonimi. Per porte, finestre e altre chiusure non portanti la classificazione viene normalmente espressa facendo riferimento alle prestazioni realmente richieste al prodotto.

Per questo, quando un progetto richiede una chiusura EI 60, non è sufficiente acquistare genericamente una “porta antincendio”: occorre fornire un sistema con la classificazione richiesta dal progetto.

Normativa antincendio nei condomini: il quadro da conoscere

Normativa antincendio per edifici di civile abitazione e condomini

La sicurezza antincendio degli edifici residenziali non è regolata da una singola prescrizione valida indistintamente per tutti i condomini.

Tra i riferimenti principali troviamo il D.M. 16 maggio 1987 n. 246, modificato e integrato dal D.M. 25 gennaio 2019, e il più recente Codice di prevenzione incendi con la Regola Tecnica Verticale V.14 per gli edifici di civile abitazione, introdotta dal D.M. 19 maggio 2022.

D.M. 16 maggio 1987 n. 246

Il decreto contiene norme di sicurezza antincendio per gli edifici destinati a civile abitazione con altezza antincendio pari o superiore a 12 metri, secondo il relativo campo di applicazione.

È importante non confondere l'altezza antincendio con il semplice numero di piani del palazzo: si tratta di una definizione tecnica e deve essere determinata correttamente nell'ambito della valutazione dell'edificio.

D.M. 25 gennaio 2019 e livelli di prestazione

Il D.M. 25 gennaio 2019 ha integrato la disciplina introducendo, tra le altre cose, un sistema di livelli di prestazione per la gestione della sicurezza antincendio rapportati all'altezza dell'edificio.

LivelloAltezza antincendio
LP0da 12 m e inferiore a 24 m
LP1oltre 24 m e fino a 54 m
LP2oltre 54 m e fino a 80 m
LP3oltre 80 m

Il punto fondamentale è che questi livelli riguardano un insieme di misure organizzative e gestionali. Non è corretto trasformare la tabella in formule generiche del tipo “sopra 24 metri servono automaticamente questi estintori” o “sopra 54 metri è sempre obbligatorio uno sprinkler”.

Le misure realmente necessarie dipendono dalla normativa applicabile, dalle caratteristiche dell'edificio, dalle eventuali altre attività presenti e dalla strategia di sicurezza adottata.

Edifici oltre 24 metri e controlli di prevenzione incendi

Gli edifici destinati ad uso civile con altezza antincendio superiore a 24 metri rientrano nell'attività n. 77 dell'Allegato I al D.P.R. 151/2011 e sono quindi soggetti alle relative procedure di prevenzione incendi.

Nei condomini milanesi di maggiore altezza questo è un aspetto particolarmente rilevante quando vengono progettate o modificate compartimentazioni, vani scala, autorimesse, locali tecnici o altre parti che incidono sulla strategia antincendio.

La RTV V.14 del 2022

Dal 2022 esiste inoltre una specifica Regola Tecnica Verticale del Codice di prevenzione incendi dedicata agli edifici di civile abitazione.

La V.14 può essere applicata alle attività interessate in alternativa alle specifiche norme tecniche del D.M. 16 maggio 1987 n. 246, secondo quanto previsto dal decreto.

Questo è uno dei motivi per cui, soprattutto nei progetti complessi, non conviene ricavare la classe di una porta o di una vetrata da una semplice tabella online: la prestazione deve derivare dal progetto antincendio.

Facciate dei condomini e propagazione dell'incendio

Nel caso di interventi che coinvolgono la facciata può essere rilevante anche il D.M. 30 marzo 2022 sulle chiusure d'ambito degli edifici civili.

La disciplina considera facciate e coperture come frontiera esterna dell'edificio e ha, tra i propri obiettivi, quello di:

  • limitare la propagazione verso l'esterno di un incendio originato all'interno;
  • limitare l'ingresso nell'edificio di un incendio proveniente dall'esterno;
  • ridurre il rischio connesso alla caduta di parti della facciata durante l'incendio.

Il tema interessa particolarmente facciate continue, curtain wall, edifici multipiano e interventi sull'involucro. Anche in questo caso finestre e vetrate devono essere valutate come parte del sistema complessivo e non come componenti isolati.

Vetri antincendio: come funzionano

Vetrata antincendio resistente al fuoco per sistema classificato EI

La compartimentazione non deve necessariamente significare pareti completamente opache. Esistono vetri resistenti al fuoco che consentono di realizzare porte e superfici trasparenti con una specifica classificazione.

Alcune tipologie utilizzano più lastre associate a intercalari che reagiscono alle alte temperature formando una barriera protettiva. La tecnologia esatta varia però da prodotto a prodotto: ciò che conta ai fini del progetto è la prestazione certificata del sistema.

OKNA Milano dispone attualmente di una soluzione di vetro antincendio proposta nelle configurazioni EI30 ed EI60, da valutare in funzione dell'applicazione e del serramento nel quale deve essere inserita.

Un vetro EI30 non significa però automaticamente “finestra EI30”: vetro, profilo, fermavetro, guarnizioni, ferramenta, dimensioni e supporto di installazione devono appartenere a una configurazione compatibile e classificata.

E, EW oppure EI?

La scelta dipende dalla funzione prevista dal progetto:

  • E: quando è richiesta principalmente la tenuta alle fiamme e ai gas caldi;
  • EW: quando oltre alla tenuta deve essere limitato l'irraggiamento termico;
  • EI: quando è richiesto anche uno specifico livello di isolamento termico.

Non esiste quindi una classe “migliore” in assoluto: esiste la classe richiesta per quella precisa funzione di compartimentazione.

Il telaio è importante quanto il vetro

Un errore frequente consiste nel pensare che un materiale sia automaticamente antincendio.

Un normale serramento in acciaio non diventa EI semplicemente perché è realizzato in acciaio, così come un normale serramento in alluminio non possiede automaticamente una resistenza al fuoco certificata.

Acciaio e alluminio vengono utilizzati in numerosi sistemi resistenti al fuoco, ma devono essere progettati specificamente per quella funzione e abbinati agli altri componenti previsti dal sistema.

Anche legno e altri materiali non possono essere esclusi o ammessi semplicemente sulla base del materiale. La prestazione deve essere dimostrata dalla classificazione del prodotto o sistema specifico.

Dove possono essere utilizzate porte e vetrate antincendio?

Porta vetrata resistente al fuoco con telaio certificato

Le applicazioni dipendono sempre dal progetto, ma alcuni esempi aiutano a comprendere il ruolo di questi serramenti.

  • Autorimesse e collegamenti con altre parti dell'edificio: quando il progetto richiede una separazione resistente al fuoco.
  • Vani scala e percorsi protetti: possono richiedere chiusure con determinate prestazioni di compartimentazione.
  • Locali tecnici: la classe necessaria dipende dall'attività e dalla specifica regola tecnica applicabile.
  • Uffici e spazi comuni: una parete o porta vetrata può consentire di mantenere luminosità e trasparenza rispettando la compartimentazione prevista.
  • Facciate e cavedi: in progetti particolari possono essere necessarie soluzioni resistenti al fuoco per limitare la propagazione tra compartimenti o parti dell'edificio.

La scelta tra parte fissa, porta apribile o altra configurazione deve essere verificata sulla classificazione effettivamente disponibile per il sistema.

Porte antincendio: posa e documentazione sono fondamentali

Una chiusura resistente al fuoco funziona correttamente soltanto se viene installata nelle condizioni previste dal sistema.

Devono essere rispettati, tra gli altri elementi:

  • tipo e caratteristiche del supporto;
  • sistema di fissaggio;
  • dimensioni ammesse;
  • sigillature previste;
  • guarnizioni intumescenti;
  • ferramenta;
  • eventuale chiudiporta;
  • configurazione del vetro;
  • istruzioni del produttore.

Modificare successivamente componenti, ferramenta, vetro o modalità di chiusura senza verificarne la compatibilità può compromettere le caratteristiche originarie del sistema.

Manutenzione delle porte tagliafuoco

Porta resistente al fuoco con maniglione antipanico

Una porta resistente al fuoco lasciata bloccata aperta, con chiudiporta guasto o componenti deteriorati può non svolgere la funzione per la quale è stata installata.

Il D.M. 1 settembre 2021 e successive modifiche disciplina i criteri generali per controllo e manutenzione dei sistemi di sicurezza antincendio e ha introdotto anche il percorso di qualificazione dei tecnici manutentori.

Per porte e finestre apribili resistenti al fuoco rimane inoltre un importante riferimento tecnico la UNI 11473-1, attualmente in vigore, dedicata a posa e manutenzione periodica.

La norma tecnica prevede per il controllo periodico una cadenza almeno semestrale. È quindi più corretto parlare di controlli secondo norma tecnica, istruzioni del produttore e piano di manutenzione che affermare genericamente che “la legge impone una visita ogni sei mesi” in qualunque situazione.

Durante i controlli vengono verificati, in funzione del sistema, aspetti come:

  • integrità dell'anta e del telaio;
  • corretto funzionamento delle cerniere;
  • chiusura completa della porta;
  • funzionamento del chiudiporta;
  • serrature e dispositivi di apertura;
  • guarnizioni;
  • eventuali vetri e fermavetri;
  • presenza di modifiche o danneggiamenti.

Prevenzione incendi nei condomini di Milano

La sicurezza di un condominio non dipende soltanto dalla presenza di porte o vetri antincendio. La compartimentazione funziona all'interno di una strategia più ampia che comprende gestione, manutenzione e comportamento degli occupanti.

Non compromettere le vie d'esodo

Corridoi, scale e passaggi che fanno parte delle vie utilizzate per l'esodo devono mantenere le condizioni di fruibilità previste. Oggetti e arredi non devono compromettere il passaggio o l'efficacia delle misure di sicurezza.

Non bloccare aperte le porte antincendio

Una porta prevista per chiudersi automaticamente non dovrebbe essere mantenuta aperta con cunei, oggetti o altri sistemi improvvisati. Se esiste l'esigenza funzionale di mantenerla normalmente aperta, occorre utilizzare gli eventuali dispositivi progettati e consentiti per quella configurazione.

Controllare i sistemi presenti nell'edificio

Estintori, reti idranti, sistemi di allarme, illuminazione di emergenza e altri dispositivi devono essere presenti quando previsti dal progetto e dalla normativa applicabile e mantenuti secondo le relative prescrizioni.

Non è corretto stabilire il numero o il tipo di dispositivi esclusivamente in base al numero di piani del condominio.

Informare gli occupanti

Il D.M. 25 gennaio 2019 attribuisce particolare importanza alla gestione della sicurezza e all'informazione degli occupanti, con misure crescenti all'aumentare del livello di prestazione.

Conoscere le indicazioni previste per l'edificio, mantenere fruibili le vie d'esodo e non alterare i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali.

Infissi antincendio e sicurezza antieffrazione sono la stessa cosa?

No. Sono prestazioni differenti.

La resistenza al fuoco riguarda il comportamento dell'elemento durante l'incendio. La resistenza all'effrazione riguarda invece la capacità del sistema di opporsi a determinati tentativi di intrusione.

Uno stesso progetto può richiedere più caratteristiche contemporaneamente, ma ciascuna deve essere verificata attraverso le relative prestazioni e classificazioni.

Per il secondo tema puoi consultare la nostra guida alle finestre antieffrazione.

Come scegliere un infisso antincendio

Prima di richiedere un prodotto conviene avere chiari almeno questi elementi:

  1. Classe richiesta: E, EW, EI e relativo tempo.
  2. Tipologia: porta, finestra, elemento fisso o parete vetrata.
  3. Dimensioni del vano.
  4. Supporto sul quale deve essere installato.
  5. Tipo di apertura e ferramenta necessaria.
  6. Eventuale requisito di controllo del fumo.
  7. Altre prestazioni richieste: sicurezza d'uso, isolamento termico o acustico, effrazione, ecc.
  8. Documentazione prevista dal progetto.

Se esiste già un progetto antincendio, il punto di partenza migliore è inviare al fornitore la specifica tecnica del serramento richiesta dal professionista.

Soluzioni OKNA Milano per vetri e serramenti speciali

Serramento vetrato antincendio per compartimentazione

OKNA Milano propone vetri antincendio EI30 ed EI60 e può valutare configurazioni da integrare in sistemi compatibili con le esigenze del progetto.

Nel catalogo sono inoltre presenti serramenti in acciaio e serramenti in alluminio. La presenza di questi materiali nel catalogo non implica automaticamente una classificazione al fuoco: per un'applicazione antincendio deve essere individuato lo specifico sistema certificato.

Per progetti soggetti a prevenzione incendi, OKNA Milano può fornire al cliente o al progettista le informazioni tecniche e la documentazione disponibile sul prodotto. La definizione della strategia antincendio, delle compartimentazioni e della classe richiesta rimane di competenza del professionista incaricato.

Richiedi informazioni su vetri e infissi antincendio

Se devi valutare un serramento resistente al fuoco, puoi inviarci le caratteristiche del progetto, le dimensioni indicative e, se disponibili, la classe richiesta e la specifica predisposta dal progettista antincendio.

OKNA Milano non dispone di uno showroom aperto al pubblico: la valutazione può partire dalla documentazione tecnica, dalle fotografie e dalle caratteristiche dell'apertura.

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FAQ sugli infissi antincendio

Cosa significa EI 60 per un serramento antincendio?

EI indica le prestazioni di tenuta al fuoco (E) e isolamento termico (I). Il numero 60 indica il periodo di classificazione espresso in minuti ottenuto dal sistema nelle condizioni previste dalle relative prove e classificazioni.

REI ed EI sono la stessa cosa?

No. R indica la capacità portante, E la tenuta e I l'isolamento termico. Per porte, finestre e altre chiusure non portanti vengono normalmente considerate le prestazioni pertinenti al prodotto, come E o EI. Per questo REI ed EI non devono essere utilizzati automaticamente come sinonimi.

In un condominio tutte le finestre devono essere antincendio?

No. La necessità di una finestra, porta o vetrata resistente al fuoco dipende dalla strategia antincendio e dalla posizione dell'elemento. La classe eventualmente necessaria deve derivare dalla normativa e dal progetto applicabile allo specifico edificio.

Un serramento in acciaio è automaticamente antincendio?

No. Il materiale del telaio da solo non determina la classificazione. La resistenza al fuoco deve riguardare uno specifico sistema composto da profilo, vetro o pannello, guarnizioni, ferramenta, fissaggi e condizioni di installazione compatibili con la classificazione.

Qual è la differenza tra vetro EI e vetro EW?

Entrambi possono contribuire alla tenuta contro il passaggio delle fiamme; EW prevede inoltre una limitazione dell'irraggiamento, mentre EI comprende un requisito di isolamento termico. La prestazione corretta deve essere quella richiesta dal progetto antincendio.

Ogni quanto devono essere controllate le porte tagliafuoco?

Le porte resistenti al fuoco devono essere inserite in un programma di controllo e manutenzione coerente con la normativa applicabile, le istruzioni del produttore e le norme tecniche. La UNI 11473-1 prevede per il controllo periodico una cadenza almeno semestrale.

OKNA Milano può decidere quale classe EI serve al mio condominio?

La classe richiesta deve derivare dal progetto e dalla valutazione antincendio dello specifico edificio, quando prevista. OKNA Milano può valutare il prodotto da fornire sulla base delle specifiche tecniche e mettere a disposizione la documentazione relativa al sistema proposto.

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